Introduzione
Caratteristiche della
radiazione laser per il suo effetto terapeutico
Laser più usati a fine
terapeutici
Leggi che regolano gli effetti
della radiazione laser
Aspetto esteriore della luce
laser
Penetrazione del fascio laser nelle strutture della pelle
Assorbimento della luce laser
Effetti della radiazione laser
Effetti Terapeutici
Effetti primari che si evidenziano a livello
cellulare
Bioenergetico
Bioelettrico
Biochimico
Indiretti e/o a distanza
Effetti
Terapeutici
Effetti
primari che si evidenziano a livello cellulare
Bioenergetico
Bioelettrico
Biochimico:
Indiretti e/o a distanza
Effetti Terapeutici
Effetto Analgesico
Effetto
Antinfiammatorio
Effetto
biostimolante e trofico
Effetto fotobiologico in profondità
Teoria delle molecole fotoricettrici nei tessuti degli esseri umani
Tecniche di irradiazione
Raccomandazioni Generali
Classificazione dei
laser per uso e sicurezza
Esempi di
patologie in cui trova impiego la LaserTerapia
Introduzione
La storia della creazione del laser inizia nel 1917 quanto
Albert Einstein intuisce la possibilità di emissione di radiazione indotta dagli
atomi stimolati da una radiazione elettromagnetica. Il passo seguente,
importante per il cammino fino al laser, lo realizzò il fisico sovietico V.A.
Fabrikant avvalorando l’ipotesi di utilizzare il fenomeno della radiazione
indotta per amplificare le onde elettromagnetiche. Nel 1951, Fabrikant e i suoi
collaboratori ottennero il brevetto per il metodo di intensificazione della
radiazione con il sistema della emissione stimolata. Nel 1954 fu creato il
generatore molecolare o amplificatore quantico chiamato Maser (sigla formata
dalle iniziali delle parole inglesi Microwave Amplification by Simulated
Emission of Radiation). Il Maser fu disegnato e creato indipendentemente e, di
fatto, nel medesimo momento due due diverse equipe gli scienziati sovietici che
lavoravano all’Istitituo di Fisica dell’Accademia delle Scienze sotto la
direzione di Nikolai G. Basov e Aleksandre M. Projorov, e gli scienziati nord
americani della Università di Columbia negli Stati Uniti sotto la direzione di
Charles H. Townes. Nel 1959 venne alla luce il lavoro di N.G. Basov, B.M. Vul e
Yu M. Popov sulle teorie circa l’idea di laser semiconduttori e le specifiche
per la loro creazione. Infine, nel 1960 apparve l’articolo di N.G. Basov, O.N.
Krojin e Yu M. Popov, nel quale venivano esaminati, sotto tutti i punti di
vista, i principi di creazione e la teoria degli intensificatori e generatori
quantici nella banda infrarossa e visibile (Miakishev, G. Ya e Bujovtsev B.B.
1986). Le intense ricerche teoriche e sperimentali realizzate nella ex Unione
Sovietica e negli Stati Uniti avvicinarono gli scienziati e gli ingegneri alla
creazione del Laser. Nel 1960, negli Stati Uniti, fu creato il primo laser a
base di un corpo solido, dal fisico Nord Americano T. Mayman che ottenne,
attraverso l’uso di un cristallo artificiale di rubino, la generazione della
banda ottica. Il Laser è una fonte di radiazione elettromagnetica che
produce un effetto laser. La parola Laser significa: Luce amplificata
dall’emissione “stimolata” di radiazioni.
L uce
A mplificazione
S timolazione
E missione
R adiazione
Caratteristiche della
radiazione laser per il suo effetto terapeutico:
Monocromaticità
Il laser non ha diverse lunghezze di onda ma una sola dalla quale dipende il
colore.
Direzionalità
Il laser produce una luce rettilinea pulsante o continua
Coerenza
Le onde fisiche sono armoniche e proporzionali e mantengono sempre la medesima
fase.
Brillantezza
La luce è molto brillante grazie all’alta intensità dell’emissione alle basse
potenze.
Classificazione dei laser medici:
• In base alla potenza di uscita:
bassa potenza <2 mW (laser terapeutici)
media potenza tra 5 e 100 mW (terapeutico)
alta potenza >100 mW (laser chirurgici)
• In base
al mezzo attivo:
Solidi AsGa (diodo laser)
Liquidi
Gassosi He-Ne
• In base
al tipo di emissione:
Continua
Pulsante
• In base
alla lunghezza d’onda:
Visibile
Non visibile
Laser più usati a fine
terapeutici:
1. Laser He-Ne:
emette in una
lunghezza di onda di 632,8 nm (rosso). È composto da due gas nobili con
predominio
dell’Elio (90%) in combinazione con il Neon.
2. Laser semiconduttori o diodi
semiconduttori: sono quelle sostanze che pur senza essere
isolanti
possiedono conduttività minore dei metalli.
AsGa con
lunghezza di onda λ = 780, 830, 904 nm (infrarosso)
AsGa con
lunghezza di onda λ = 630, 633, 650, 670 nm (rosso).
Leggi che regolano gli effetti
della radiazione laser:
1. Legge del coseno: tutta la radiazione
elettro-magnetica che è indotta nei tessuti deve dirigersi perpendicolarmente
verso gli stessi.
2. Principio di Lambert: la quantità di
energia che assorbono i tessuti deve essere dosata in base al danno da riparare
sui tessuti stessi (necessità delle cellule). Se si apporta una quantità
maggiore di energia di quella necessaria al tessuto, si presenterà dolore tra la
terza e la quarta sessione di trattamenti a causa di un surriscaldamento dei
tessuti stessi.
3. Principio di Arnoot-Schultz: non si
produce reazione/miglioramento nei tessuti trattati se la quantità di energia
assorbita è insufficiente per conseguire la stimolazione degli stessi.
4. Legge di Grothus-Draper: se l’energia
non si assorbe a livello tissulare si trasmette agli strati più profondi. Quanto
maggiore è l’energia assorbita minore sarà l’energia trasmessa e la
penetrazione.
Aspetto esteriore della luce
laser:
- Radiazione: Processo mediante il quale le differenti forme di energia
viaggiano attraverso lo spazio.
- Riflesso: Ritorno o rimbalzo di un’onda da una superficie.
- Assorbimento: Energia che assorbe un tessuto o un materiale
- Trasmissione: Movimento che può essere in linea retta con il tessuto che
lo assorbe, può essere in contatto diretto con il tessuto o rifrangersi.
- Effetto diffusore o scattering: Effetto delle onde elettromagnetiche di
penetrare nei tessuti e diffondersi attraverso di essi.
Penetrazione del fascio laser
nelle strutture della pelle:

Assorbimento della luce laser:
Fattori che dipendono dal paziente:
- Stato della superficie da irradiare
- Spessore della pelle
- Colorazione della pelle e delle mucose
Fattori che dipendono dalla radiazione:
- Lunghezza d’onda
- Potenza media di uscita dello strumento
- Angolazione
La luce laser con lunghezza d’onda rossa visibile può penetrare al massimo
fino a 7 mm. di profondità a partire dall’epidermide. Si usa per la maggior
parte delle patologie dermatologiche per il suo effetto antinfiammatorio e di
rigenerazione tissulare. Possiede inoltre azione analgesica sui punti
dell’agopuntura e punti triggers, anche se, data la poca profondità di
penetrazione si limita a problemi superficiali.
La luce infrarossa con lunghezza d’onda non visibile supera la barriera
cutanea e sub-cutanea penetrando fino a circa 35 mm. Il suo tipo di emissione è
pulsante (904 nm) e continua. Nel caso di emissione pulsante emette picchi di
alta potenza in frazioni di secondo.
Effetti della radiazione laser:
1. Primario o locale:
- bioenergetico
- bioelettrico
- biochimico
2. Indiretto e/o a distanza:
- stimolare la microcircolazione
- stimolare il trofismo cellulare
- aumento dell’attività difensiva
Effetti Terapeutici:
- analgesico
- antinfiammatorio
- stimolazione del trofismo cellulare
Effetti primari che si evidenziano a livello
cellulare:

A livello cellulare, dentro ai mitocondri, nelle sue strutture respiratorie
(citocromi), è dove si assorbe la luce per apportare più energia al ciclo di
Krebs (150% di energia). Tutti gli oligo elementi sono fotorecettori.
Agisce come uno stabilizzatore della pompa sodio-potassio. Ristabilisce il
potenziale della membrana (ripolarizzazione della membrana cellulare) stimolando
il trasporto attivo attraverso di essa. Ristabilisce la vitalità cellulare.
- Biochimico:
- Aumenta l'AMPc.
- Favorisce il passaggio di ADP a ATP a livello di
mitocondrio.
- Aumenta la velocità di sintesi della prostaglandina e
favorisce la formazione della
prostaciclina (inibisce il passaggio da prostaglandina 1 a
prostaglandina 2).
- Libera l’istamina e la serotonina
- Aumento dell’attività del Succinato Deidrogenasi e
Lattati (metaboliti di scarto).
- Aumenta la formazione dei neuro peptidi modulando la
trasmissione dello stimolo doloroso
per agire sulla sostanza P.
- Agisce sui fibroblasti stimolando la formazione del
collagene.
- Provoca l’attivazione generale del metabolismo
cellulare.
Indiretti e/o a distanza:

- Stimolare la microcircolazione: il laser agisce attraverso degli
intermediari chimici (istamina) al fine di provocare una vasodilatazione
locale favorendo l’apporto di nutrienti ed ossigeno alla zona danneggiata
(agisce come un bio-modulatore o normalizzante cellulare).
- Stimolare il trofismo cellulare: favorisce una rigenerazione dei
tessuti.
- Stimolare l’attività difensiva: incrementa le capacità difensive dei
linfociti e macrofagi.
Effetti Terapeutici:

Effetto Analgesico:
- L’effetto analgesico può durare da 18 a 24 ore.
- Stimola la produzione di prostacicline che evitano la conduzione dello
stimolo doloroso.
- Interferisce nel messaggio elettrico a livello locale inibendo la
trasmissione dello stimolo doloroso.
- Evita la diminuzione della soglia del dolore.
- Stimola la formazione di encefaline e β-endorfine e la possibile
interazione di queste con la sostanza P (proteina dei tessuti), con il
conseguente stimolo dei recettori endogeni della analgesia.
- Agisce sulle fibre nervose della sensibilità tattile causando l’aumento della soglia del
dolore e bloccando le fibre a conduzione rapida.
- Quando al dolore si
associa infiammazione locale si stimola la micro circolazione con
riassorbimento dell’essudato e eliminazione delle sostanze algogene.
- Aumento dei potenziali nervosi nella zona irradiata.
Questa azione analgesica è stata efficace nei processi dolorosi di tipo
superficiale e profondo (articolazioni, muscoli, nervi ecc.) L’uso del laser per
applicazioni endocavitarie, attraverso fibre introdotte all’interno
dell’organismo ha aperto un nuovo campo di applicazione di questa tecnica.
Effetto Antinfiammatorio:
- Incrementa la fosforizzazione ossidativa mitocondriale con il
conseguente aumento della sintesi di ATP (tra la terza a e la quinta
sessione di trattamento).
- Normalizza la microcircolazione
- Favorisce la vasodilatazione capillare e accelera la rigenerazione dei
vasi linfatici aumentando il drenaggio della zona infiammata.
- Favorisce la fibrinolisi.
- Stimola le difese immunitarie (produzione di linfociti T e B) e
l’attività fagocitarla dei macrofagi.
Effetto biostimolante e trofico:
- Aumenta l’indice di mitosi cellulare
- Attiva la sintesi proteica e pertanto la funzione cellulare
- Attiva i fibroblasti e la formazione di fibre di collagene con la
conseguente stimolazione dei processi di epitelizzazione tanto sulla pelle
quanto negli altri tessuti.
- Attiva la formazione di nuovi vasi sanguigni e la rigenerazione di fibre
nervose, così come la rigenerazione ossea nei casi di consolidamento di
fratture.
Effetto fotobiologico in profondità:
|
|
ATP Intracellulare
|
|
Pompa sodio e potassio
|
| CELLULARE |
Normalizzazione del potenziale della membrana
|
|
Numero di mitosi cellulare
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Rigenerazione Cellulare
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| |
|
|
| |
Riassorbimento dell’edema
|
|
CIRCOLATORIO |
Microcircolazione
|
| |
Sistema fagocitario
|
Effetto del laser sui meccanismi di cicatrizzazione:
- Liberazione di sostanze vaso attive
- Aumento della micro circolazione locale
- Aumento della sintesi ATP
- Aumento dell’indice di mitosi cellulare
- Stimolo della produzione di collagene
- Conversione dei fibroblasti nei miofibroblasti
Teoria delle molecole fotoricettrici nei tessuti
degli esseri umani:
| Molecole |
Localizzazione cellulare |
| |
|
| Rodopsina |
membrana plasmatica |
| Emo proteine |
citoplasma |
| Flavoproteine |
membrana plasmatica/mitocondrio |
| Rame proteina |
citoplasma - mitocondrio |
| Citocromossidasi |
mitocondrio |
Indicazioni:
Infermità di qualunque sistema che abbia a che fare con infiammazione, dolore
e/o rigenerazione tissulare.
Controindicazioni:
Assolute:
Retina
Se la radiazione oltrepassa la parte acquosa e trasparente dell’occhio,
si assorbe e deposita nella retina producendo un processo degenerativo che può
portare alla cecità irreversibile. Tutto ciò porta alla formazione di una
macchia puntiforme che incide direttamente la retina.
Relative:
Processi neoplastici:
non è conosciuto l’effetto biostimolatore del laser,
che produce l’accelerazione della mitosi cellulare, sulle cellule neoplastiche.
Esistono diverse teorie in merito.
Processi batterici acuti:
ci sono dimostrazioni in “vitro” che provano che
irradiando focolai batterici acuti si può produrre un’accelerazione ed
estensione del problema, però su esperimenti in “vivo” non è stato dimostrato
con certezza, per tanto può essere utilizzato senza antibiotici con risultati
positivi.
Gravidanza:
non sembra avere effetti sul feto. Si consiglia comunque
l’irradiazione in zone distanti.
È stata considerata la possibilità, che l’irradiazione possa provocare il
riscaldamento delle protesi metalliche o IUD, così come possa provocare reazioni
particolari su pazienti epilettici o che utilizzano stimolatori cardiaci, in
realtà queste sono mere supposizioni non comprovate da studi scientifici.
Non costituisce alcun rischio il concomitante utilizzo di farmaci foto
sensibilizzanti
Tecniche di irradiazione:
- Puntuale:
- locale
- laser puntura
- Zonale:
- statico (1 cm di distanza)
- a scansione (in movimento)
Trattamento puntuale locale:
consiste nell’applicazione della luce laser su diversi punti della zona
lesionata.
He-Ne:
si può effettuare a distanza e direttamente dall’apparecchio specifico per la
uni-direzionalità dell’emissione, o anche, mediante fibra ottica in contatto con
la zona interessata.
IR:
puntale attaccato all’emissione, dal quale il diodo possiede una divergenza
naturale che si manifesta all’allontanamento dal punto da trattare. La distanza
tra i punti va da 1 a 3 cm.
Trattamento zonale statico:
nel caso del laser di He-Ne si impiega una lente di ingrandimento fissa per
conseguire una superficie maggiore, ampliando lo spot primario alla grandezza
desiderata.
Con questo sistema il rilascio di energia è molto basso così che per ottenere
alte Densità di Energia (D.E.) si necessita di un tempo maggiore di emissione.
Lo stesso effetto lente si ottiene con la scansione automatica, considerando
che essendo in movimento ampliando la zona da irradiare minore è la D.E. che si
va a rilasciare nello stesso intervallo di tempo.
Il trattamento a “pennellate” solitamente si effettua con la fibra ottica o
con il puntale del diodo infrarosso, dato che lavoriamo in contatto con la zona
da trattare, e consiste in uno “scorrimento” molto lento e di pochi millimetri
che si porta a termine sulla traiettoria della lesione o della zona da trattare. Es.: “pennellata” della safena interna per il conseguimento di un buon drenaggio
venoso.
Forme di applicazione:
Sia che si lavori con la fibra ottica o con il puntale a diodo, entrambi devono
essere mantenuti perpendicolari alla lesione per evitare perdite dovute alla
“riflessione”. Alla diminuzione del fenomeno di “riflessione” (perdita di
energia) deriva un aumento della efficacia energetica.
Raccomandazioni Generali:
Il fascio di luce laser deve incidere perpendicolarmente alla superficie da
irradiare per diminuire la perdita di “riflessione”. La pelle o la zona da
irradiare deve essere pulita, libera da grassi o medicinali che aumentano la
perdita di “riflessione” delle radiazioni luminose. Pulire con alcool.
Se è indicato, l’uso di qualsiasi trattamento topico, deve essere applicato
dopo la radiazione favorendo così un processo sinergico (laser-farmaco) perché
aumenta la micro-circolazione locale e il medicinale si assorbe e assimila
meglio.
Non ci sono controindicazioni all'assunzione di farmaci con la laser terapia.
L’effetto delle 3 o 4 prime applicazioni si mantiene fino a 8/10 trattamenti.
Dopo le 14/16 sedute si ha una diminuzione degli effetti, per tanto non è
conveniente prolungare la cura oltre le 15 sedute, dopo le quali si consiglia
una pausa di 15 o 20 giorni, ricominciando subito dopo, se necessario.
La maggior rapidità dei risultati antalgici si ottiene con l’IR perché
l’apporto di energia pulsata agisce alzando la soglia di percezione del dolore,
motivo per il quale è molto utilizzato nella medicina sportiva.
Quando si effettua un trattamento puntuale si ottengono migliori risultati di
quando si irradia tutta la zona interessata con una scansione manuale o
automatica con la stessa Densità di Energia. In questi trattamenti l’efficacia
energetica è superiore poiché le superfici di applicazioni sono molto piccole.
I trattamenti zonali di solito hanno una durata di 4/5 minuti una volta
terminato il precedente trattamento puntuale. Non sono trattamenti
imprescindibili però si raccomandano come trattamenti complementari.
I trattamenti possono essere costituiti di due parti per ogni sessione, di
cui la più importante è la prima:
1° parte: rilascio puntuale di energia con una Densità di Energia variabile
in base al paziente ed alla zona da trattare.
2° parte: irradiazione zonale con lente di ingrandimento o allontanando la
fibra ottica dalla zona da trattare.
Per i primi trattamenti è consigliabile utilizzare dosi inferiori per
aumentare gradatamente in caso non si ottengano i risultati desiderati in un
tempo logico.
Quando si deve irradiare un’articolazione, questa deve essere collocata in
posizione di massima estensione e irradiare i punti precisi che circondano la
stessa permettendo la massima penetrazione della radiazione. In caso di nervi e
vasi si agisce sui punti determinati del loro percorso
Classificazione dei laser per uso e sicurezza:
Classe I (laser libero):
Si considerano non pericolosi per l’organismo tutti i laser invisibili con una
potenza di uscita media da 1mW o minori, laser di AsGa con una lunghezza di onda
fra 820 e 910nm.
Classe II (laser di bassa potenza):
Sono pericolosi solo se si guarda fisso la fonte della luce. Include i laser di
He-Ne (visibili) con una potenza media di uscita fino a 5mW.
Classe III (laser di rischio moderato):
Sono quelli che possono provocare lesioni nella retina durante il tempo normale
di reazione. Sia il paziente che l’operatore devono utilizzare speciali lenti
protettive. Include i laser con una potenza media di uscita fra 5 e 50 mW.
Classe IV (laser di alta potenza): Presenta un rischio elevato di
lesioni, possono produrre la combustione dei materiali, infiammazioni,
riflessione diffusa con danno agli occhi e alla pelle per esposizione diretta
Esempi di
patologie in cui trova impiego la LaserTerapia
| Otorinolaringoiatria
|
Dermatologia |
| Otite |
Alopecia |
| Rinite Allergica |
Cicatrici |
| Sinusite |
|
| Ipoacusia |
Angiologia |
| Acufeni |
Ulcere Vascolari |
| |
Trombosi Venose |
| Urologia |
|
| Malattia di La Peyronie |
Chirurgia |
| Balanite |
Ferite |
| Epididimite |
Cicatrici e cheloidi |
| |
Cicatrici post-chirurgia estetica |
| Ginecologia |
|
| Cerviciti |
Proctologia |
| Displasia Mammaria |
Ragadi Anali |
| Bartolinite |
Trombosi Emorroidarie |
| Mastite |
Cisti pilonidale |
| |
Emorroidi Esterne |
| Neurologia |
|
| Paralisi facciale |
Odontoiatria |
| Nevralgia del Trigemino |
Gengiviti |
| Atrofia del Nervo Ottico |
Alveoliti |
| |
Afte |
| Esiti di Ustioni |
Terapia complementare nella implantologia ossea
|
| Ulcere per bruciature |
Ascesso parodontale |
| Bruciature per sfregamento |
Sindrome della articolazione tempro mandibolare |
| |
|
| Oftalmologia |
Ortopedia |
| Glaucoma |
traumatologia e riabilitazione |
| Affezioni del Nervo Ottico |
Esostosi Calcaneale |
| Atrofia del Nervo Ottico |
Epicondiliti |
| |
Epitrocleiti |
| Dermatologia
|
Sacro lombalgia |
| Herpes simplex |
Fratture |
| Piodermiti |
Tendiniti |
| Pemfigo |
Gonalgia |
| Herpes Zoster |
Cervicalgia |
| Acne |
Borsite |
| Micosi Superficiali |
Fascite plantare |
| Dermatiti |
|
| Foruncoli |
|
| Eczema |
|
|
FASCICOLO TECNICO FIXER
|
|
NOME APPARECCHIATURA:
|
FIXER
|
|
PRODUTTORE:
|
DINAMIKA SOFTWARE S.R.L. - Corso Nino Bixio 58/4 - 12051 Alba (CN) - P.iva: 02977070040
|
|
TIPO DI APPARECCHIATURA:
|
STRUMENTO DI LASERTERAPIA PER UTILIZZO MEDICALE
|
|
TIPO DI EMISSIONE LASER:
|
LASER AD EMISSIONE CONTINUA A LUCE ROSSA E INFRAROSSA
|
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CLASSE:
|
III B
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LUNGHEZZA D’ONDA:
|
630, 670, 780, 904 nm
|
|
POTENZA MASSIMA:
|
40 mW
|
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TEMPO PROGRAMMABILE:
|
1s -9:59 Min., passo 1s
|
|
CONTROLLO DI FREQUENZA:
|
1-100 Hz, passo 5Hz
|
|
CONTROLLO DI POTENZA:
|
Passo di 1mW
|
|
TOLLERANZA NELLA REGOLAZIONE DI POTENZA:
|
A potenza massima +/- 15%
|
|
ALIMENTAZIONE:
MEDIANTE ALIMENTATORE SWITCHING ESTERNO STABILIZZATO CA-CC/MOD. SMP-60W015 – COD. 34.0155.15
Tensione di alimentazione= 100-240Vca ~ 50-60Hz 0,8 – 0,35°
Tensione di uscita: 15Vcc --- 3,2A 48VA Max
(in allegato “Dichiarazione di Conformità”)
|
|
|
DIODI LASER UTILIZZATI:
|
DIODO LASER COD. ML1016 (SCHEDA TECNICA ALLEGATA)
DIODO LASER COD. DL7140-201S (SCHEDA TECN. ALLEGATA)
|
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DISTANZA NOMINALE DEL RISCHIO OCULARE:
|
fino a 3 mt. Lungh. Onda a 680 nm.
0 mt. Lungh. Da 730nm o sup.
|
|
DIVERGENZA DEL FASCIO:
|
1X10 -5 RAD
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SISTEMA DI TRASMISSIONE DEL FASCIO
Il sistema di trasmissione del fascio è stato realizzato mediante fibra ottica in materiale plastico del diametro di 3,00 mm. che assicura la trasmissione del raggio senza apprezzabili divergenze.
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VALORE NOMINALE DEI FUSIBILI:
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1A
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CARATTERISTICHE DI INTERVENTO DEI FUSIBILI DI PROTEZIONE:
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RAPIDO
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PROTEZIONE DEGLI OCCHI:
Durante l’utilizzo di Fixer l’operatore DEVE indossare occhiali specifici protettivi a norma DIN 58215 costruiti con materiale conosciuto come “policarbonato organico” che offre una resistenza agli urti 20 volte superiore a quella del vetro a indurimento minerale di eguale spessore.
|
ETICHETTA APPOSTA SUL LATO POSTERIORE DI FIXER:
|